Girl drawing smiley face on to a wall
La felicità, la nostra linfa vitale

“Quando siete felici, fateci caso” è il titolo di una raccolta di discorsi dello scrittore americano Kurt Vonnegut (1922-2007), si tratta di un chiaro invito a essere felici e a godere di questo sentimento quando arriva.
Spesso quando siamo felici, non ce ne rendiamo conto e diamo per scontato quel momento, ma è solo quando svanisce che ne comprendiamo il valore. La felicità è un’emozione purissima, che fa star bene e rende le persone migliori.
La felicità non sempre scaturisce da eventi sensazionali, come una promozione a lavoro o il superamento di un esame complicato, non nasce obbligatoriamente da un grande traguardo che porta a festeggiare, bensì può svilupparsi anche da qualcosa di più piccolo.
È questo l’argomento su cui ci invita a riflettere l’autore. Infatti, scrive di come possa essere bello praticare un’arte, anche con scarsi risultati, cantare sotto la doccia, ballare ascoltando la radio o raccontando una storia, perché queste sono tutte azioni che arricchiscono l’anima e la riempiono di gioia. Non sempre è semplice, infatti, raggiungere grandi traguardi, ma non per questo non bisogna essere felici per un disegno ben svolto o per un compito in classe andato bene.
La felicità è la nostra unica arma contro la tristezza.

Nella mia quotidianità cerco di seguire l’idea di Vonnegut: anche nei momenti difficili, provo a cogliere ogni occasione per essere felice e “contagioso” nella felicità, pur correndo talvolta il rischio di esagerare.
Secondo me, proprio per l’importanza della felicità, è fondamentale riempire le giornate di tante piccole abitudini che rallegrino. Per questo credo sia importante coltivare tanti interessi: ognuno di essi può portare a una piccola soddisfazione, che sommata alle altre, rende le persone gioiose.
Alla fine, la felicità è un atto di resistenza, come ci insegna Leopardi. Questo importantissimo autore ottocentesco, noto soprattutto per il suo pessimismo, ne “La ginestra” trova motivo di bellezza nel vedere come un fiore riesca a sbocciare anche in un ambiente ostile come il Vesuvio: “Qui sull’arida schiena / del formidabil monte / sterminator Vesevo, / la qual null’altro allegra arbor né fiore, / tuoi cespi solitari intorno spargi, / odorata ginestra, / contenta dei deserti.”
Per me, non è la salute del corpo a farci vivere davvero, ma quella dell’animo: la felicità è linfa vitale. Vonnegut ci ricorda di coglierla nei piccoli momenti, Leopardi ci insegna la bellezza di fiorire nonostante le difficoltà.
Alessio Cimino