Dal Mandralisca a Montecitorio

C’è chi dice che noi giovani siamo disinteressati alla politica, ma se si cambia prospettiva la percezione diventa quella di una politica talmente avulsa dalla quotidianità da sembrare completamente esterna alla vita di ragazzi e studenti. Incontrare le istituzioni rimane un passo fondamentale per accorciare queste distanze. Dal 3 al 5 febbraio le classi quarte e quinte dell’IIS Mandralisca hanno lasciato i banchi di Cefalù per immergersi nella storia del “Palazzo” per eccellenza: Montecitorio.

Non è stata la classica gita fatta solo di selfie e passeggiate. Il tour urbanistico e architettonico ha permesso di leggere Roma con occhi nuovi, ma il momento clou è stato l’ingresso alla Camera dei Deputati. Superati i controlli e accompagnati dai messi parlamentari, l’atmosfera è cambiata. Il silenzio dei corridoi e la maestosità delle sale ci hanno ricordato che eravamo nel cuore pulsante della nostra Repubblica

Attraversato il Transatlantico, quel corridoio di cui sentiamo sempre parlare al telegiornale, gli studenti del Mandralisca sono entrati nella Sala della Lupa, dove il destino dell’Italia è cambiato per sempre con il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. Vedere dal vivo le architetture del siciliano Ernesto Basile ci ha fatto sentire un po’ più a casa, anche a centinaia di chilometri di distanza.

Il momento più forte è stato senza dubbio l’ingresso nelle tribune dell’Emiciclo durante una seduta parlamentare. Qui il Presidente, Sergio Costa, ha rivolto il saluto ufficiale dell’aula agli alunni del Mandralisca, che hanno raccontato con emozione il momento in cui hanno sentito il nome della scuola risuonare in Aula, a dimostrare che le istituzioni non sono muri freddi, ma spazi che appartengono al popolo.

Il dirigente Danilo Gatto ha mostrato grande soddisfazione per la partecipazione dei ragazzi ai lavori d’Aula, definendola matura e composta. Per la scuola, l’obiettivo era chiaro, ovvero quello di trasformarci in cittadini attivi, capaci di guardare il mondo con spirito critico.

I ragazzi sono rientrati a Cefalù con una maggiore consapevolezza di quanto la la democrazia sia un muscolo che va allenato, e vederla in funzione da vicino è stato il miglior allenamento possibile. Adesso, la sfida è portare quel senso di cittadinanza attiva tra i corridoi della nostra scuola.